Sole, polvere e stanchezza

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Viaggiare implica anche una forte dose di frustrazione.
Ci spostiamo con i bus, passaggi, mini van, motorini, cercando di non seguire le classiche rotte.
È complicato.
Le informazioni sono poche, le guide, fuori dagli itinerari più battuti, aiutano poco.
Dovremmo disporre di più tempo o di più denaro.
Certo ci si può spostare con piccoli budget, ma il prezzo da pagare è il tempo.
E se si hanno soldi si può noleggiareuna macchina con autista e si risparmia tempo.
Il tempo, sì,  e non intendo 16 ore di bus.
Intendo camminare sotto il sole con il peso degli zaini chiedendo informazioni e nel 95% dei casi non riuscire a farsi capire, né capire cosa dicono.
È poi raggiungere il posto da dove un ‘qualcosa’ ci porterà, dopo ore ed ore, in un’ altro posto.
La difficoltà di comunicazione, le differenti ‘forma mentis’, le aspettative, le ore passate ad aspettare in polverose e roventi car station, la difficoltà di reperire informazioni che ti fanno andare in fumo i piani.
Il viaggio stanca, non è vacanza. È svegliarsi alle 4 del mattino per prendere un bus per 16 ore.
È avere uno zaino sempre troppo pesante che ti taglia le spalle.
È avere il sudore che si mischia alla polvere e le labbra salate.
È non riuscire più a dividere i vestiti puliti da quelli sporchi e da quelli sporchissimi.
È rubare la carta igienica.
È non riuscire a dormire dai rumori che fanno galli, maiali, cani ed altro.
È cercare di non farsi prendere troppo per il culo e spendere cifre irragionevoli anche per un caffè.
È farsi 13 ore di mini bus in un micro posto, con l’autista che suona il clacson ogni 20 secondi facendo sorpassi contromano che mi fanno temere che l’ultima cosa che vedrò sono i fari del camion a cui stiamo andando addosso.
Sono strade che ti fanno sobbalzare almeno per l’80% del viaggio.
È aspettare il prossimo rimbalzo per riuscire a incastrare le spalle sotto quelle del tuo vicino, proprio vicino, per appoggiarti allo schienale.
È maledire la scelta di aver portato la reflex, pesante e costosa che si sta prendendo tante di quelle botte, nonostante tutti gli accorgimenti, che le lenti si saranno mischiate tra di loro.
È non riuscire a noleggiare un  motorino e passare 5 ore alla stazione dei bus.
Le lamiere che fanno da tettoia a questo bar baracca ristorante stanno diventando incandescenti, il sole delle 14 brucia a Buon Ma Thuot, aspettiamo le 17 per fare 13 ore di bus per arrivare a Da Nang.
Sole, polvere e stanchezza.

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