Choeung Ek Genocidial Center

A 15 km da Phnom Penh si trova uno dei campi di sterminio creati dal regime di Pol Pot e dai suoi Khmer Rossi.
In soli tre anni, 8 mesi e 20 giorni, dal 1975 al 1979, il regime di Pol Pot uccise tre milioni di persone su una popolazione di otto milioni.

Una popolazione contro sé stessa, non contro un’altro popolo, un’altra etnia, un’altra religione.
Bastava avere gli occhiali per essere uccisi.
Tutti potevano essere sospettati di essere contro il regime, di non appoggiare il piano di una società perfetta a cui Pol Pot aspirava.
Il solo sospetto portava alla morte.
A Choeung Ek sono stati trovati i resti di 20000 persone.
I Khmer Rossi ebbero anche un seggio alle Nazioni Unite e il loro regime fu riconosciuto dalla maggior parte dei paesi.

Dalle fosse comuni con la stagione delle piogge vengono riportati in superficie ossa e vestiti che ancora si trovano intrappolati nel terreno e trattenuti dalle radici degli alberi.
Il tutto stride con le farfalle che svolazzano, gli uccelli e i polli che cantano e la vegetazione.
E gli alberi.
Gli alberi che venivano usati per mettere gli altoparlanti che diffondevano musica per coprire gli orrori, alberi contro cui venivano fracassati i neonati.
L’orrore non ha limiti, la memoria sì.

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