Hitchhiking to Kompong Luong

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Autostop!
Dobbiamo fare poco più di 100km per arrivare a Kompong Luong, il villaggio galleggiante!
Sveglia alle 7.30, checkout, ci facciamo scrivere in khmer la città più grande vicino dove dobbiamo arrivare e la destinazione finale.

Zaini in spalla ci mettiamo in cammino, c’è chi ci guarda stupiti, chi sorride, chi ci fa dei gesti con le mani.
Nel frattempo passano scooter, moto, auto, camion, trattori pieni di persone e cose.
Si ferma un’auto, un macchinone lussuoso, ci fanno salire.
Due australiani che si occupano di affari e il loro autista stanno andando verso la capitale Phnom Penh e ci lasceranno lungo la strada!
E noi che pensavamo di finire sopra il tetto di un furgone che va a 17km all’ora!
L’autista sfreccia, suonando a tutti,andando contromano. Contro ogni previsione in tempo record arriviamo a solo 5km dalla meta!
E a sto punto ce li facciamo a piedi!
Passiamo tra centinaia di case o baracche, piene di spazzatura e odori insopportabili, i bambini ci salutano ‘hello hello what’s your name?’ e gli adulti ci riempiono di sorrisi.
Eccoci arrivati, ma per andare al floating village si deve prendere la barca (5$) e per la homestay 6$ a stanza.

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Finiamo in una casa con una donna e la sua bambina. Sono simpatiche, riusciamo a capirci e a farci due risate.
Se si vuole si può fare un’escursione al villaggio in barca (9$)
Sul lago c’è un gran via vai, centinaia di barche, passo il tempo a guardare ciò che succede, la mente libera e vuota.

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La notte sta arrivando, il traffico di barche diminuisce pian piano, i rumori si fanno invece più forti: maiali, cicale, generatori, barche, serie tv, bimbi e stoviglie, luci e riflessi in questo lago marrone pieno di umanità e della sua spazzatura.

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Un’esperienza vista con occhi romantici che li apre ai propri limiti e ai propri gradi di accettazione.
Mangiare pesce pescato qui, pulito sul pavimento accanto al ‘bagno’, mangiare in piatti lavati in queste acque dove centinaia o migliaia di persone lasciano rifiuti di ogni, ma proprio ogni tipo.
Il buon senso direbbe di non farlo, la situazione invece sì.
Si fa.
E ora qui su questa amaca, con la puzza del generatore, aspetto che la calma arrivi su questo villaggio galleggiante e i suoi abitanti.
Speriamo bene 🙂

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4 thoughts on “Hitchhiking to Kompong Luong

      1. rispondo piuttosto tardi… gli eventi della vita sono imprevedibili, comunque partenza da trieste , primo gg arrivate a bergamo, secondo gg arrivate a torino, terzo giorno con fatica a lione, poi ci siamo fermate due giorni a dijon e infine Parigi, in totale siamo state via dieci giorni…

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