I pupi siciliani, l’Opera dei Pupi

Pupi

Camminando per le strade di Taormina mi sono imbattuta nella saracinesca graffitata pubblicata nel post precedente

Penso che in pochi luoghi al mondo ci si poteva imbattere in un graffito simile.

E certo, il graffito rimanda alla raffigurazione dei combattimenti medievali tra i Cavalieri e i Mori che traggono spunto dalle Chansons de Geste medioevale, dalle vicende di Orlando e dei paladini di Francia, incrociandosi con la poesia italiana del Rinascimento, la vita dei santi e dei banditi più famosi, cantati da cantastorie e cuntastorie, e dal teatro dell’Opera dei Pupi, che nasce proprio in Sicilia.

I Pupi (dal latino pupus, i, bambino,i) arrivati in Italia probabilmente dalla Spagna di Don Chisciotte prima fecero la loro apparizione a Roma, a Napoli e a Genova, ma è nella Sicilia dell’800 che raggiungono il loro splendore.

Da rudimentali pupi di legno e stoffa, diventano sempre più ricercati, vengono ricoperti da vere e proprie armature di metallo lavorato arricchite da cesellature, sbalzi e arabeschi e da ricche stoffe.

Se la loro origine si rifá alle marionette classiche europee, manovrate attraverso dei fili, da queste si discostano proprio per gli accorgimenti tecnici e per il repertorio generalmente in dialetto siciliano

Esse non sono piú mosse da fili, ma da due aste di metallo, una che passa all’interno della testa e l’altra collegata al pugno.

Questo escamotage tecnico permette movimenti piú rapidi, decisi, adatti alle scene di duelli e combattimenti.

Il pupo può sfoderare la spada, muovere la mano sinistra, alzare la visiera del proprio elmo, e così le marionette si trasformano in Pupi.

L’Opera dei Pupi attraverso lo scontro mediaevale tra Cavalieri e Mori tratta di tematiche come la contrapposizione tra il bene e il male, la lealtà, il rispetto delle regole sociali, il tradimento, la fedeltà e l’infedeltà, tra l’essere cristiani o pagani, lo scontro tra Oriente e Occidente, in una Sicilia teatro di civiltá, religioni e politiche contrastanti.

Tocca quindi le sfere culturali, politiche, sociali, familiari e amorose, vengono trasmessi codici di comportamento improntati alla cavalleria, al senso dell’onore, alla lotta per la giustizia e la fede, costituendo per le classi più umili una fonte di istruzione ma anche di svago.

Rappresentando i conflitti e le aspirazioni comuni a tutti, essa incontrò il favore del pubblico della classi popolari, mentre venne osteggiata in un primo tempo dalla classe borghese.

Le due scuole più importanti sono quelle di Palermo e quelle di Catania, esse si distinguono non solo per la dimensione e peso delle marionette, ma anche per la tecnica di manipolazione.

I Pupi sono animati dai Pupari che sono artisti-artigiani-attori, ognuno coi propri trucchi e repertori, che spesso realizzano il pupo, lo animano e gli danno la voce.

Ecco un video trovato su Youtube che mostra la complessità, l’arte e il fascino di questo mestiere.

L’Opera dei Pupi è riconosciuta dall’Unesco come “Capolavoro del patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”.

Wow!

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